MAZURKA

Il più grande studioso e teorico di mazurka fu il maestro Henry Cellarius che codificò le più importanti figure di base ma sostenne l'assoluta libertà del cavaliere di personalizzare questo ballo, pur nel rispetto dei criteri e dei movimenti fondamentali.

Nella mazurka la dama aveva il privilegio di scegliere il cavaliere e, conseguentemente, il dovere di affidarsi ed abbandonarsi a lui, mantenendo un portamento maestoso.
Dalla sua capacità di farsi guidare e gestire, dipendeva l'armonia del ballo, oltre che dalla fantasia, dalla abilità e dalla determinazione del cavaliere.

In Italia la mazurka si diffuse, soprattutto al Nord, nella seconda metà dell'Ottocento. Fece talmente presa sulla gente che diventò il ballo di tutte le feste e di tutte le occasioni d'allegria.
Parallelamente è stata per tanti anni oggetto di studio e perfezionamenti da parte di musicisti, maestri e ballerini.

L'orchestra (Secondo) Casadei, grazie ad una paziente opera di rielaborazione di brani classici, iniziata nel 1925, ha il merito di averla portata in giro per le piazze d'Italia, facendo innamorare giovani e vecchi per questo ballo che possiamo definire simbolo di buonumore e di spensieratezza.
Sta di fatto che, pur essendo un ballo polacco, la mazurka si considera oggi come facente parte della nostra tradizione coreica. Assieme a Polka e Valzer Viennese appartiene alla disciplina LISCIO UNIFICATO.


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